Progetto tutor
PREMESSA
Una buona formazione dipende da tre fondamentali fattori d’influenza: dalle caratteristiche di tipo cognitivo, dalle caratteristiche di tipo affettivo e dalla qualità dell’istruzione.
La scuola, al giorno d'oggi, non guarda più soltanto l’aspetto cognitivo, ma anche a quello di tipo affettivo-relazionale, presupposto necessario al fine del successo educativo e didattico. Si tratta delle caratteristiche personali che incidono sullo stato di motivazione delle studentesse e degli studenti nei confronti delle esperienze didattiche: interessi, atteggiamenti e “concetto di sé” sono gli elementi che interagiscono e creano la chiusura o l’apertura verso il lavoro scolastico.
Anche nella nostra piccole comunità scolastica si vive il problema del disagio, in parte come rischio di dispersione scolastica, ma soprattutto come aumento delle difficoltà specifiche di apprendimento, che possono generare fatiche educative e scarsa motivazione nei confronti della scuola.
Il fenomeno si manifesta essenzialmente a causa dei seguenti fattori specifici:
1) situazioni familiari difficili;
2) aumento delle alunne e degli alunni BES certificati e non;
3) assenze a singhiozzo o assenze per periodi abbastanza lunghi;
4) rapporti relazionali problematici;
5) scarsa motivazione ad apprendere.
L’accoglienza, il senso di appartenenza, la motivazione, il clima relazionale, il legame tra scuola-famiglia-società civile sono le tematiche che hanno fatto riflettere sul malessere che si vede giorno per giorno e che crea frustrazioni professionali sempre più incalzanti, mette in discussione il lavoro quotidiano e induce a ripensare gli interventi educativi- didattici.
Da queste considerazioni nasce il progetto TUTOR.
Le figure tutoriali sono insegnanti di classe che aiutano e supportano l’alunna/o al
raggiungimento degli obiettivi educativi e didattici espressi dal Collegio Docenti e dal Consiglio di Classe. L’esperienza di gruppo della classe e la relazione del gruppo-classe con l’insegnante non esauriscono la complessità delle relazioni educative, pertanto abbiamo ritenuto necessario la creazione di uno spazio di relazione “nuovo” dove adulto e adolescente imparano a conoscersi e misurarsi, in una relazione né invadente né distaccata.
La tutorship non ha la mera funzione di protezione, come è all’origine etimologica, che ha significato di difesa e protezione (“tutela” appunto), ma acquisisce il valore di sostegno, di guida per l’allievo, allo sviluppo dell’autonomia, dell’autovalutazione e dell’autostima.
Il tutor mette in atto una relazione fra adulto e preadolescente che permette al primo di espletare la propria funzione educativa e al secondo di trovare uno spazio di accoglienza del proprio essere adolescente, uno spazio dove sentirsi al sicuro quando parla delle proprie fantasie, debolezze, incapacità. L’adolescente deve sentirsi accolto per quello che è, e non per quello che deve diventare, l’adulto compie lo sforzo di mettersi in ascolto dell’adolescente in modo empatico, rinunciando in prima istanza ad un atteggiamento giudicante fondato sui pre-giudizi; nel dialogo cerca di riconoscere e di accogliere gli stati d’animo, le emozioni e i pensieri che il/la ragazzo/a proietta sull’adulto.
OBIETTIVI
1) Garantire un referente stabile per affrontare e risolvere i problemi del singolo e della classe:
- favorire l’inserimento dell’alunna/o nel gruppo classe e nella comunità scolastica, agendo sul senso di appartenenza, sul clima relazionale e sul protagonismo;
- aiutare a motivare l’alunna/o;
- aiutare l’alunna/o ad essere consapevole del proprio percorso formativo e trovare insieme strategie di intervento di fronte alle problematiche emergenti;
- fornire all’alunna/o un filtro nei confronti dell’intero consiglio di classe;
- aiutare l’alunna/o nel percorso di orientamento e scelta del futuro scolastico.
2) Aiutare gli alunni BES nelle relazioni coi coetanei e con gli insegnanti.
3) Migliorare il funzionamento del Consiglio di Classe, per quanto concerne la possibilità di seguire più attentamente il percorso formativo di ogni singola/o alunna/o.
4) Facilitare la comunicazione tra l’alunna/o e il mondo degli adulti.
RISULTATI ATTESI
Sul singolo e sulla classe
1) Miglioramento della motivazione e quindi dei risultati scolastici.
2) Sviluppo del senso di appartenenza e del protagonismo come affermazione del “proprio esistere”.
3) Miglioramento delle dinamiche relazionali tra gli alunni e tra alunni-insegnanti.
4) Maggiore conoscenza di sé come riconoscimento di emozioni, capacità, limiti, problemi.
5) Presa di coscienza e consapevolezza del proprio percorso di apprendimento.
6) Maggiore consapevolezza nello scegliere.
Sul Consiglio di Classe
1) Conoscenza più approfondita degli alunni da parte di tutti i membri del C.d.C. e conseguente possibilità di operare interventi educativi-didattici più mirati.
2) Maggiore coordinamento degli interventi formativi sugli alunni.
3) Stimolazione alla discussione su tematiche educative.
Sulle famiglie
1) Intensificazione e miglioramento dei rapporti-scuola-famiglia e quindi maggior apporto scambio di notizie sugli alunni.
2) Maggior accordo tra scuola e famiglia per quanto concerne gli interventi mrati sull’alunno.
3) Stimolazione alla discussione su tematiche educative.
ASPETTI ORGANIZZATIVI
Le figure tutoriali sono due insegnanti per classe.
I tutor vengono assegnati alla classe nel primo anno e seguono gli alunni, se la stabilità dell’organico e le condizioni organizzative della scuola lo permettono, per l’intero ciclo della Scuola Secondaria di primo grado.
Il lavoro dei tutor si articola utilizzando i seguenti spazi e modalità:
- 1 spazio settimanale di compresenza per svolgere lezioni di educazione sociale
- 1 spazio settimanale di programmazione, azione e confronto tra i tutor di classe, riunione con le figure di sostegno (docenti ed educatori), colloqui con alunni, famiglie ed eventuali esperti esterni, confronto costante con la psicologa della scuola.
MODALITÀ DI VERIFICA
Le modalità di verifica avvengono tramite:
- monitoraggio delle dinamiche relazionali della classe;
- confronto costante tra le coppie tutor;
- confronto tra tutor e psicologa della scuola;
- riunioni con i rappresentanti di classe e con tutti i genitori nel C.d.C.
Ultima revisione il 04-08-2026

